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CHIESE A BOLLATE

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Chiesa parrocchiale di San Martino

Edificio di origine paleocristiana o altomedioevale. In sacrestia, una preziosa croce processionale di fine XV secolo con appliques in rame dorato e smalti. In archivio plebano, un antifonario ambrosiano con iniziali decorate della fine del XV secolo; un ufficio dei defunti con miniature dell’ambito di Bernardino Butinone.
Numerose testimonianze artistiche seicentesche (il paliotto dipinto della Crocefissione degli Avogadro di Tradate; gli affreschi architettonici di controfacciata e la quadreria sacra in casa parrocchiale). Il tesoro sacro conserva oggetti settecenteschi di oreficeria e tessuto e interessanti reliquiari nella cappella del Crocefisso. La chiesa venne ricostruita nella prima metà del Settecento e consacrata nel 1748.
La chiesa plebana di San Martino Sull'antica strada di origini romane sorge la Chiesa maggiore di Bollate dedicata a S. Martino vescovo di Tours. Si è visto più sopra che la chiesa ha subìto numerosi e imponenti rifacimenti nel corso dei secoli.
E' assai probabile che la prima chiesa plebana si trovasse nella parte sottostante il "castellum de flumine" come riportato da un'antica pergamena, forse costruita sopra il preesistente edificio di una basilica romana. Questa antica chiesa nel Settecento era ancora la canonica ma nell'Ottocento se ne perde ogni traccia. L'edificio che la sostituì sorse probabilmente nella zona attuale ma
con un diverso orientamento. Di certo l'antica chiesa doveva avere l'orientamento canonico, cioè l'altare rivolto ad est e non a nord come l'attuale. Una posizione comunque antica se si pensa che, già nel 1573, l'Arcivescovo Carlo Borromeo ordina espressamente di spostare l'altare ad est
secondo le norme e di effettuare tutti i lavori di sistemazione da lui imposti, come lo spostamento di alcune cappelle gentilizie addossate senza criterio attorno all'altare. I suoi ordini non vennero eseguiti ma si fece il disegno di una nuova chiesa la cui costruzione iniziò nel 1583 e terminò soltanto a metà Seicento dopo molte interruzioni. La decisione di rifare la chiesa scaturisce da un legato testamentario, redatto nel 1583, voluto dal nobile Giovanni Francesco Arese, ricchissimo mercante bollatese che lasciò scritto: "Sendo la chiesa di BoIate apelatta Santo Martino si è in malessere et è bisogno redificharla, bonaparte, perciò li lego e lasso, quando se redificharà, lire ottocento imperiali e ciò oltre la calzina e prede già donatoli pagabili alli gentlhomini o homini de la terra che avrano la cura di detta fabricha alla giornatta, secondo si anderà facendo detta fabricha e sendo io in vitta glieli pagarò CH) e sendo io morto voglio che li miei heredi et sucessori li pagano C..) perché non intendo che vadino in altro uso che per redifichar detta chiesa a onore e gloria di Nostro Signore CH)'" Non vi sono studi riguardo ai lavori proseguiti dagli Arese nel XVII secolo, sappiamo soltanto che in questo secolo che la chiesa mutò orientamento e che fu nuovamente consacrata nel 1748 in occasione della visita pastorale dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli. Sappiamo inoltre da una lapide che altri lavori furono eseguiti nel 1763, probabilmente riguardarono la facciata e l'altare ma non abbiamo altri elementi a proposito. Nel 1798 è da segnalare l'acquisto di un nuovo organo, di recente restaurato, in sostituzione di quello antico. L'organo, che proveniva dalla chiesa milanese dei Santi Cosma e Damiano alla Scala, antica chiesa soppressa a fine Settecento e trasformata nel Teatro dei Filodrammatici, fu pagato lire 2250 e venne posto in opera da Alessandro Amati di Monza per la modica cifra di lire 350 di cui 296 per la rimozione del vecchio organo, oltre a "tre incordature gratis"; nel 1810 si rese necessario un vero e proprio restauro eseguito da uno fra i più importanti organari 10mbardi: Gaspare Chiesa. Sullo scorcio dell'Ottocento, in seguito alle mutate condizioni demografiche la chiesa di S. Martino dovette essere ampliata e fu completamente rifatta per il volere del prevosto Donadeo e sotto la direzione tecnica dell'Ingegnere Roncoroni. Sul fianco nord-ovest fu mantenuto un brano murario dell'antica chiesa che sembrerebbe però ricostruito in stile neoromanico. Al 1908 risale la costruzione della torre campanaria, nel 1939 fu eseguito l'apparato decorativo dell'interno che raffigura la vita di S. Martino dipinto da Antonio Martinotti. L'attuale disposizione dell'altare è del 1971 secondo il progetto dell'architetto Pietro Ferrari che conservò l'altare settecentesco; la pavimentazione fu rifatta più volte: l'ultima risale agli Sessanta ed è in gres, un materiale non molto consono alla sacralità del luogo.

La prima foto da: http://web.tiscali.it/SMartino/

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